La sottovalutata violenza economica
04
Apr

La sottovalutata violenza economica

La sottovalutata violenza economica

La violenza economica subita dalle donne all’interno del rapporto di coppia è molto trascurata, dalle stesse e dallo Stato. È una pratica molto diffusa, della quale si parla troppo poco, e la donna continua a sopportare questo tipo di situazione, perché non sa cosa fare, come uscirne. Le donne che tollerano questo tipo di violenza, a mio avviso, sono persone alle quali non è stato permesso di fare le proprie scelte liberamente in base ai loro desideri. Molto probabilmente hanno poca autostima, non sanno che sono persone libere, che possono e devono desiderare. Che hanno il diritto di avere e mantenere un autonomia finanziaria, indipendentemente se sono fidanzate, sposate, se hanno figli oppure no.

 

 La parte debole economicamente è la donna

Per una donna avere un lavoro, dovrebbe essere una condizione imprescindibile, alla quale non rinunciare mai, a prescindere dal fatto che sia sposata con un uomo facoltoso che può mantenere tutta la famiglia. Il problema si presenta specialmente quando nella coppia la parte debole economicamente è la donna, che deve dipendere dal partner, e quest’ultimo se ne approfitta. Si sa che troppo spesso nei matrimoni ormai finiti, sono le donne quelle che pagano le conseguenze delle loro scelte. Soprattutto quella di aver lasciato il lavoro per crescere i figli e dedicarsi alla famiglia pensando che il marito avrebbe provveduto a tutto. Non è raro vedere come si comportano alcuni maschi quando si parla di pagare il mantenimento per i figli e per l’ex moglie.

 

 Conservare la propria dignità

Le donne dovrebbero conservare la propria dignità, essere pratiche e fare in modo che non debbano mai sottomettersi. Sarebbe bello poter contare sul partner e vivere serene, almeno per il periodo in cui ci si dedica ai figli e alla famiglia. Comprendo che dopo aver partorito ed essersi dedicate completamente al bambino appena nato, si fa fatica a staccarsi da lui. Capisco pure le difficoltà nel riorganizzare il tutto e la costante stanchezza che ti potrebbe far pensare di non essere in grado di portare avanti tutti gli impegni. Anche se si smette di lavorare per quel lasso di tempo, non si deve rinunciare al proprio lavoro perché la vita è dura, perché la realtà è molto di più, quando scopri che la persona su cui contavi e che avrebbe dovuto sostenerti si dimostra essere il tuo peggior nemico.

 

Non vedersi riconosciuti i meriti per tutti i sacrifici

La donna deve poter contare sulle sue forze, su una certa indipendenza finanziaria per non ritrovarsi nel bisogno e nella situazione di non vedersi riconosciuti i meriti per tutti i sacrifici che fa come  donna, mamma e moglie. Siccome lo Stato non sostiene la donna, tocca a ciascuna di noi essere previdente e non farsi sorprendere mai, ma mettere in conto che niente è eterno. E se durante il matrimonio ci si sente dipendenti dal marito e ci viene rinfacciata la circostanza, si deve correre subito ai ripari. La subdola violenza economica sulle donne pur essendo una pratica molto diffusa, sfortunatamente non è considerata finché non succede l’irreparabile.

 

 Non rinunciate al posto di lavoro

Le donne, che sono fortunate ad avere un lavoro, non dovrebbero mai rinunciare, ma tornare sul posto di lavoro non appena possibile. Pensate quanto è difficile avere un posto di lavoro, potersi permettere di rimanere incinte e poi poter tornare a lavorare dopo il periodo di maternità. Purtroppo ci sono aziende o datori di lavoro che non sono propensi ad assumere giovani donne appena sposate perché esiste il rischio che queste rimangano incinte. In altre parole viene negano il diritto di diventare madre e per me questa situazione è aberrante. Lo Stato, sfortunatamente, non tutela le donne a sufficienza, ma lamenta il calo demografico, che guarda caso è collegato alla precarietà del lavoro, ai condizionamenti, al costo della vita, ai divari retributivi di genere e alla mancanza di servizi per i figli.

 

 La donna deve gestire autonomamente le sue finanze

Perché dopo le tante storie di cui si sente parlare, delle violenze sulle donne e di vario altro tipo tra cui quella economica, le donne vogliono ancora dipendere dal partner? Purtroppo quando i matrimoni finiscono, sono le donne che dipendono economicamente dall’ex marito, raramente il contrario. Dipendere economicamente da qualcuno significa doversi sottoporre, dipendere in tutto dal compagno, marito o quel che sia e quindi non essere libere di agire. Quando si dipende da un’altra persona non c’è dignità e di conseguenza si perde l’autostima. Certi maschi sono bravi a far sentire le loro compagne, partner o mogli immeritevoli, in quanto non contribuiscono economicamente al sostentamento della famiglia. Come se tutto ciò che fanno non avesse valore, solo perché non si traduce in denaro.

 

 Dobbiamo pensare noi a tutelarci

È chiaro che una donna divorziata che non ha un lavoro, dipenderà dal suo ex marito che potrà fare in modo che lei non abbia nulla e peggio ancora che non dia niente nemmeno ai figli. Dato che lo Stato non è capace di difendere le donne, non le protegge, non le sostiene e non fa il necessario perché le cose cambino, ci dobbiamo pensare noi a tutelarci. A cosa serve ricordare una volta ogni tanto o in occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, quello che subiscono le donne, o quante sono state ammazzate? Come mai oggi giorno ancora esiste questo tipo di violenza? Perché non si fa qualcosa di concreto per far sì che le cose cambino? Non riesco a comprendere perché alcune donne preferiscono essere dipendenti dai lori mariti invece di rendersi economicamente indipendenti.

 

Precarietà e incertezza nella vita di tutti i giorni

Questo tipo di violenza è molto comune non soltanto nei paesi poco sviluppati, ma anche in Italia che è considerato un paese evoluto.  L’Italia si distingue per avere uno dei tassi più bassi di partecipazione femminile al mercato del lavoro e per il tasso di occupazione femminile più basso nell’Unione europea. Dal mio punto di vista un donna dovrebbe fare di tutto per avere un lavoro e gestire autonomamente le sue finanze. Accettare la subdola violenza economica significa farsi umiliare perché non si comprende il proprio valore. Le donne devono prestare attenzione e agire, vista la considerevole precarietà e incertezza nella vita di tutti i giorni e in tutti gli ambiti, perché è un segnale d’allarme non trascurabile.